La pompa di calore è costituita da un circuito chiuso (costituito da un compressore, un condensatore, una valvola di espansione ed un evaporatore) percorso dal fluido frigorigeno (come R-134a, R-32, R-125, R-507, NH3, CO2, ecc.)
Se la pompa di calore è a ciclo invertibile, è ulteriormente equipaggiata con una valvola di inversione del ciclo.
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Il ciclo termodinamico che il fluido refrigerante subisce consiste in una compressione, una condensazione, un'espansione e un'evaporazione.
Durante la compressione il fluido refrigerante gassoso aumenta di pressione e di temperatura; nella seconda fase attraversa uno scambiatore (condensatore) nel quale cede calore all'acqua o all'aria, condensandosi. L'acqua o l'aria sono utilizzate come fluido vettore per il riscaldamento di locali o acqua sanitaria.
Nella terza fase il fluido refrigerante liquido attraversa una valvola di espansione (processo di laminazione) con conseguente riduzione di pressione e di temperatura. La temperatura che raggiunge č sufficientemente bassa per permettere lo scambio termico con il fluido sorgente di calore (aria esterna, acqua o suolo).
Nella fase 4, detta di evaporazione, il fluido viene evaporato, cioč passa da liquido a vapore prendendo energia dalla sorgente termica.
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La tabella 1 riassume quanto accennato; la figura 2 riporta lo schema di funzionamento della pompa di calore.
Fase |
Nome fase |
Processo |
1 |
Compressione |
Il fluido di lavoro viene portato ad alta pressione e si riscalda, assorbendo calore (mediante passaggio da energia meccanica a energia termica) |
2 |
Condensazione |
Il fluido di lavoro passando dallo stato di vapore a quello di liquido cede il calore assorbito al fluido vettore |
3 |
Espansione |
Il fluido di lavoro abbassa la propria pressione e temperatura |
4 |
Evaporazione |
Il fluido di lavoro assorbe calore dall’esterno ed evapora |
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Tabella 1: Le quattro fasi del ciclo termodinamico di una pompa di calore Prestazioni e applicazioni
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In base a quanto affermato nel paragrafo precedente, durante il funzionamento della pompa di calore si hanno: un consumo di energia elettrica nel compressore, un assorbimento di calore dall’ambiente circostante nell’evaporatore ed una cessione di calore all’ambiente da riscaldare nel condensatore.
Il vantaggio dell’impiego della pompa di calore sta nel fatto che tale sistema consente di fornire più energia (sotto forma di calore, forma di energia poco pregiata) di quella elettrica (forma di energia pregiata) necessaria al funzionamento.
L’ambiente da cui si estrae calore è la sorgente fredda. Le principali sorgenti fredde sono aria, acqua e terreno. Il fluido vettore da scaldare è detto pozzo caldo; generalmente si tratta di acqua o aria.
Nel condensatore il fluido frigorigeno cede al pozzo caldo sia il calore prelevato dalla sorgente che l’energia fornita dal compressore. Il calore può poi essere ceduto all’ambiente mediante normali serpentine inserite nel pavimento, radiatori o ventilatori-convettori (nel caso di distribuzione con circuito d'acqua), oppure canalizzazioni per il trasferimento del calore ai diversi locali (nel caso di distribuzione del calore mediante aria).
In base alla sorgente fredda e al pozzo caldo utilizzato le pompe di calore possono essere: aria – acqua, terra – acqua, acqua – acqua, aria – aria, acqua – aria.
Le prestazioni di una pompa di calore variano sensibilmente in funzione delle temperature di sorgente fredda e pozzo caldo. In particolare, più queste temperature sono vicine migliori sono le prestazioni, sia in termini di potenza fornita che in termini di COP, o rapporto tra energia termica fornita ed energia elettrica assorbita. Per questo motivo è consigliabile adottare sistemi di distribuzione del calore funzionanti a temperatura più bassa possibile. Questo è possibile adottando delle serpentine allagate nel pavimento o dei corpi riscaldanti previsti per funzionare a temperature massime di 45-50°C.
Comunque, nelle abitazioni moderne e indipendentemente dall'uso di pompe di calore, la tendenza è di abbassare la temperatura del circuito di distribuzione in modo da aumentare il comfort termico delle persone.
Per quanto riguarda le differenti sorgenti fredde l'aria ha il vantaggio di essere disponibile ovunque e di non necessitare di autorizzazioni per il prelievo, contrariamente all'esecuzione di uno scambiatore nel terreno, di un pozzo di presa d'acqua di falda o di una presa d'acqua di lago.
L'aria presenta variazioni di temperatura notevoli durante l'inverno, per cui è proprio quando fa freddo che la pompa di calore rende di meno. Sovente, dato il debole numero di giorni durante i quali si verificano temperature molto fredde, si preferisce aggiungere una sorgente d'appoggio, tipicamente una resistenza elettrica di bassa potenza, che aiuta la pompa di calore unicamente durante i giorni più freddi.
La pompa di calore conseguentemente non è da dimensionare per la massima richiesta di potenza termica, ma con potenza leggermente inferiore, ciò che rende l'installazione anche più interessante dal profilo economico. Le poche ore di funzionamento della resistenza contribuiscono in debole misura nel bilancio energetico annuale. Anche il funzionamento della pompa di calore ne giova, poiché essa funzionerà in modo ottimale per un numero maggiore di giorni.
La Terra è in grado di fornire dell'energia termica, da considerare rinnovabile a tutti gli effetti. Infatti, sia le precipitazioni, sia le reazioni naturali che hanno luogo nel sottosuolo, sia il calore che fluisce dal centro della terra verso la superficie, mantengono il sottosuolo a temperature praticamente costanti durante tutto l'anno (a parte i primissimi metri, che subiscono l'influenza dell'inverno), complice anche l'enorme inerzia termica. Le temperature del sottosuolo, fino a 100-200 m di profondità si aggirano sui 10-15 gradi circa (il gradiente termico superficiale da noi è di ca. 3°C/100m).
La tecnica di estrazione del calore consiste nel praticare un foro verticale nel terreno per ca. 80-120 m e nell'inserirvi dei circuiti chiusi, sorta di "forcelle" a "U", percorsi da una soluzione di acqua miscelata con antigelo.
Questa costruzione viene denominata sonda geotermica. La soluzione viene inviata nel circuito della sonda a -3°C e, a contatto con il terreno più caldo, essa si riscalda fino a 0°C e viene portata alla pompa di calore che la utilizza come sorgente fredda. Grazie al fatto che il terreno è a temperatura costante durante tutto l'anno, la pompa di calore mantiene sempre un'efficienza elevata di lavoro e di conseguenza in questi casi non si usa integrare sorgenti termiche d'appoggio.
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L'acqua di falda sotterranea o di lago costituisce pure un'interessante sorgente termica. Il suo uso, tuttavia è limitato alle zone in cui è possibile estrarre l'acqua ad un costo interessante (vicino alla riva o in presenza di falde a debole profondità).
Le esperienze passate inoltre consigliano di essere molto attenti con l'uso dell'acqua in circuito aperto a causa dei rischi legati alla corrosione, allo sporcamento e ai depositi calcarei, che possono danneggiare ed ostruire i sistemi. Anche in questo caso le temperature essendo relativamente costanti, non si necessita di sorgente d'appoggio per la pompa di calore.
L'uso di entrambe le sorgenti Terra (con sonde geotermiche) e acqua necessita di autorizzazione da parte dell'Autorità, che viene di norma concessa, a meno di conflitto con zone di protezione delle acque, di riserve o di captazioni idriche.
Nel caso dell'aria, impianti interessanti sono pure ottenuti con unità aria-aria. |
Queste lavorano sull'aria "viziata" estratta dai locali, che può cedere importanti quantità di calore, permettendo alla pompa di calore di lavorare con ottime prestazioni durante tutto l'anno.
In queste unità sono integrabili scambiatori di recupero diretto del calore, sistemi per la regolazione del ricambio automatico dell'aria in caso di afflusso di persone, dispositivi di trattamento dell'umidità, eccetera. Questi sistemi sono generalmente installati in ristoranti, sale conferenze, cinema, alberghi, palestre, eccetera.
La combinazione con impianti termosolari può ugualmente essere molto interessante. In questo caso la pompa di calore può estrarre calore dal circuito dei collettori solari, garantendo anche un miglior funzionamento dell'impianto solare. Questa soluzione è particolarmente interessante se applicata alla produzione di acqua calda sanitaria.
L'applicazione della pompa di calore in combinazione con prestazioni di raffreddamento (p. es. per climatizzazione o per raffreddamento di celle frigorifere, piste di pattinaggio, eccetera) permette, con una sola macchina, si svolgere due compiti, risparmiando sui costi d'investimento di una seconda macchina e anche su quelli dell'energia, rispetto alla soluzione tradizionale che prevede caldaia e raffreddatore separati.
Naturalmente le pompe di calore possono essere installate ovunque ci sia un recupero di calore disponibile, per esempio in impianti industriali, in processi chimici, stabilimenti alimentari, macchine utensili, eccetera.
Un’altra esperienza vantaggiosa di applicazione della pompa di calore è rappresentata dalle piscine, dove il COP risulta essere molto elevato (minor differenza tra temperatura di evaporazione e condensazione).
In Svizzera si calcola un numero di nuove installazioni pari a 8000 nel 2003, contro le 3000 del 1993, grazie anche al programma federale ENERGIA 2000 (IEA Heat pump newsletter, vol 17, n°4/1999). Questo rappresenta oltre il 50% delle nuove abitazioni monofamigliari (www.fws.ch). Un incremento si è avuto anche in altri Paesi tecnologicamente avanzati come USA, Giappone, Svezia, Germania, Norvegia, Francia, Austria etc.
Diverse sono le ricerche in atto, tese a migliorare le prestazioni ambientali della pompa di calore mediante l’impiego di fluidi refrigeranti a minor impatto e di sistemi ad elevato COP.
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