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Questo semplice principio fisico permette di comprendere la logica dei sistemi di climatizzazione radiante, che sfruttano appunto la capacità, da parte di una delle strutture (pavimento, parete o soffitto) di cedere o ricevere calore da parte delle altre.
All'interno di un ambiente senza climatizzazione la situazione che si crea è appunto quella di una struttura energeticamente carica.
La radiazione solare sulla parete esterna porta la corrispondente superficie interna ad una temperatura piuttosto elevata; a questo punto si innescano fenomeni di irraggiamento verso le altre pareti, soffitto e pavimento con conseguente innalzamento delle temperature di questi ultimi ed, inoltre, fenomeni convettivi che portano ad un aumento della temperatura dell'aria interna.
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Risulta evidente la condizione di stress che avvertirà la persona all'interno di un ambiente di questo genere, non avendo possibilità di smaltire calore per irraggiamento attiverà principalmente le proprie capacità di evaporazione con conseguente sudorazione eccessiva.
Il rimedio più adottato, e commercialmente più diffuso, è quello dei condizionatori d'aria pensili che puntano ad un raffreddamento improvviso del volume d'aria del locale.
Comportamento struttura con climatizzazione ad aria LA STRUTTURA RIMANE ENERGETICAMENTE CARICA!!
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E' ovvio che questo non permette, se non dopo un lasso di tempo molto lungo, di abbassare la temperatura delle superfici dell'ambiente.Per questo motivo la componente predominante di scambio, l'irraggiamento, non viene interessata se non in minima parte; quindi la sensazione di refrigerio viene avvertita dagli occupanti solamente all'atto dell'accensione, in quanto derivante da una condizione ambientale comunque peggiore.
Dopo un certo lasso di tempo si avverte comunque una situazione di non confort, infatti poichè non siamo nelle condizioni ideali, una certa quantità di calore dovrà comunque essere smaltita attraverso un aumento dell'evaporazione e quindi di sudorazione.
Ovviamente nel momento in cui il condizionatore viene spento si ripristina immediatamente una condizione di disagio in quanto la struttura non ha subito grandi diminuzioni di temperatura.
Quanto più il funzionamento di questi impianti è discontinuo tanto più tali considerazioni sono valide.
Negli impianti di climatizzazione radiante siamo, invece, nelle condizioni di operare principalmente sulla temperatura superficiale delle strutture, per cui le masse in gioco sono energeticamente scariche; a questo punto la differenza di temperatura tra il corpo umano e le superfici circostanti è tale che la maggior parte del calore prodotto dal corpo viene smaltito proprio per irraggiamento (circa il 50%) il rimanente si suddivide quasi equamente tra evaporazione (35%) e convezione ( 20%) oltre che conduzione (5%).
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La temperatura dell'aria ambiente è leggermente più alta della temperatura delle superfici ciò permette al corpo di scambiare meno per convezione ed evaporazione; in questo modo si riproducono le condizioni della casa di montagna.
La tecnica del raffrescamento radiante permette di poter utilizzare temperature dell'acqua di 15-18 Cº, questo significa poter utilizzare con fonte frigorifera gratuita un pozzo geotermico. |
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